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Accordo di Floramiata con la Coop. Agri’90 per la produzione di astoni di castagno

Nel corso della visita all’azienda Floramiata Vigilio Giovannelli, Presidente della Cooperativa agricola Agri’90 ha dato incarico a Floramiata di moltiplicare la sua varietà di castagno da frutto tipica della loro vallata per rinnovare ed ampliare questa produzione. Negli ultimi decenni la coltivazione di questi alberi era stata parzialmente abbandonata mentre ora si è generato un rinnovato interesse che sta creando le condizioni ottimali per il recupero della produzione di questo frutto.

Dal 1991 a Storo nell’altopiano della Valle del Chiese in provincia di Trento, la Cooperativa raduna la produzione di circa 130 soci agricoltori che coltivano circa 600 ettari di terreni del territorio.
Il successo della Cooperativa si è basato sulla produzione della farina gialla di mais, macinata da un mulino a pietra con procedimenti lenti e tradizionali per conservarne intatti i principi nutritivi e la fragranza del gusto. Con la farina gialla di Storo viene realizzata la famosa ricetta della “Polenta Taranga” piatto tipico del Trentino.
Oltre la farina gialla, bianca e le gallette di granoturco la Cooperativa produce ortaggi e piccoli frutti come fragole, ribes, more e uva fraga. Dall’esigenza della rotazione colturale vi è poi la produzione della patata in spazi originariamente occupati dal granoturco.

CENNI DI STORIA

Il mais fu importato da Cristoforo Colombo dalle Americhe nel 1493 e diffuso dapprima in Spagna, quindi lentamente la coltivazione si ampliò in tutta Europa.
In un primo tempo il mais era utilizzato per l’alimentazione degli animali, poi con le carestie e la povertà si iniziò ad utilizzare le cariossidi anche per l’alimentazione umana.
In Italia il mais si diffuse tardivamente intorno al 1530 e sopratutto nella pianura Veneta rimanendovi circoscritta fino al 1700 quando la coltivazione dilagò anche in Piemonte e Lombardia, in Italia del Sud si diffuse fin dal 1500 importato direttamente dalla Spagna.

Il primo documento che testimonia la coltivazione del mais in Friuli risale al 20 marzo 1602 ed è un conto pagato da un certo Polonio Tessaro e sua consorte che dovettero pagare ben 40 lire per aver acquistato due stai si sorgo-turco (mais).

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